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ITINERARIO TURISTICO NELLE ZONE DEL RISO | |
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ISOLA DELLA SCALA La coltivazione del riso si lega all'acqua, così come la storia di questa cittadina rinserrata tra i fiume Tartaro e Piganzo. Anticamente, la Pianura Padana era percorsa da fiumi disordinati che formavano laghi e acquitrini vastissimi. Col trascorrere dei secoli, grazie a certosine opere di bonifica, i territori allagati vennero messi a coltura, favorendo nel contempo il sorgere di nuclei abitativi. Simbolo di questa grandiosa attività di recupero restano all'estremo sud della nostra provincia le Valli Grandi Veronesi probabilmente le Paludes Tartari fluminis ricordate da Tacito e Plinio. A quei tempi, esse avevano una estensione ben maggiore di quella attuale, tanto da poter calcolare, a ragione, che giungessero a lambire lo stesso territorio di Isola della Scala. Del resto, il contatto diretto della cittadina con la palude è testimoniato di riflesso anche nel nome di Insula Cenensjs (in latino coenum significa "fango") col quale veniva definita in alcuni atti notarili del XII e XIII secolo. Questo toponimo andò a sostituire il più antico Insula Novensis (cioè "Isola Nuova") del XI secolo. È curioso notare come il paese nel corso della storia abbia mutato più volte nome, pur mantenendo invariato il termine Insula, attribuito a una località che, poco o tanto, doveva senz'altro essere circondata da acque. Nel periodo dei Comuni, si incontra la denominazione htsula Carniturn ("Isola dei Conti"), forse in riferimento ai conti Sambonifacio; e finalmente nel secolo XIV, grazie all'avvento della signoria Scaligera, ecco il nostro paese insignito del nome attuale. A dirla tutta, la Serenissima aveva proposto una nuova denominazione, cioè "Isola di San Marco", ma stavolta gli isolani, stanchi di mutamenti, decisero di rimaner fedeli alla definizione scaligera.
Ringraziamo EDIZIONI LA LIBRERIA DI DEMETRA dal cui libro: IL RISOTTO abbiamo potuto cogliere tante precise descrizioni |