Chi
principia l'itinerario da Verona, può uscire dalla città scaligera in
prossimità di Borgo Roma per procedere verso Castel d'Azzano e raggiungere
Vigasio. Poco prima del paese si stacca, sulla sinistra, una stradicciola
che reca al solitario santuario della Madonna di Campagnamagra. Il santuario
ha tetto a capanna e dimensioni assai contenute.Benché le opere che
lo ornano siano di modesta fattura, il luogo è oggetto di grande venerazione,
come testimoniano i numerosi ex-voto appesi alle pareti. Durante l'anno,
la devozione tocca il suo momento più alto l'8 settembre, giorno della
Natività di Maria, illustrata dal quadro riccamente incorniciato raffigurante
Maria bambina, tra sant'Anna e san Gioacchino. Per l'occasione si tiene
una sagra, e la campagna circostante si anima di gente proveniente da
Vigasio e dalle frazioni vicine.
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Vigasio
è
toponimo romano. A confermarne le sue antiche origini, armi e
utensili dell'epoca sono stati rinvenuti un po' ovunque. Del castello
di san Zeno oggi non rimane più nulla; di un certo interesse sono
il campanile della chiesa parrocchiale, in cotto del XIV secolo,
e il battistero, in marmo bianco del 1473. Importante è qui villa
La Zambonina.
Villa
Farina a Vigasio
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Non
molto lontano si trova Isola della Scala,
la quale vanta una torre scaligera a guardia del Tartaro. La chiesa
parrocchiale, costruita a cavallo dei secoli XVI e XVII, conserva
numerosi dipinti di pregio e ha nel battistero a pianta ottagonale
in marmo rosso (1412) uno dei più limpidi esempi dell'intera provincia.
Il santuario della Madonna della Bastia (secolo XII) - forse primitiva
pieve di Isola della Scala - sorge sperduto in mezzo alla campagna.
Di dimensioni contenute, nel corso dei secoli ha dovuto sopportare
pesanti manomissioni, ma non ha perduto la primitiva suggestività.
L'interno ospita una statua lignea della Madonna, venerata dagli
isolani che la festeggiano annualmente con una tradizionale sagra.
Un discorso a parte meriterebbero le corti, i palazzi, le ville
presenti in questa località. Qui ci limitiamo a ricordare la maestosa
villa in frazione Vo' Pindemonte, costruita dall'architetto Alessandro
Pompei. Lo stupendo edificio si circonda di un parco ornato da
sculture di Lorenzo Muttoni.
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Santuario
della Bastia |
Per quanto concerne il Vialone nano, Isola della Scala è la patria
del risotto all'isolana, in cui onore si tiene tra la fine di
settembre e gli inizi di ottobre l'ormai celebre Fiera del Riso,
con concorsi gastronomici, gare sportive, spettacoli musicali
ecc. |
Sulle tracce del riso raggiungiamo Trevenzuolo,
nel Medioevo centro comunale rurale alle dipendenze del monastero di
san Zeno. Molte le corti, alcune davvero splendide, a ricordare un importante
passato: Decima, Torsi, Cortalta, Dossi, Dazio; e numerosi i palazzi
di campagna: Pellegrini, Allegri, Spolverini, Giona, Serraglio, Palazzone.
Quest'ultimo era probabilmente un'antica fortezza innalzata sulle rive
della Demorta per proteggere l'accesso settentrionale del villaggio.
Trevenzuolo accoglie alcune risaie, mentre la frazioncina di Fagnano
annovera tranquilli ambienti dov'è possibile degustare il nostro amato
cereale.
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Chiesetta
Romanica di Erbetello
a Erbè
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Erbè,
Pontepossero, Sorgà
e Bonferraro sono piccoli
centri celebrati per i loro risotti. Siamo nel cuore delle risaie
e onestamente sarebbe difficile indicare qui la cucina migliore.
Erbè apparteneva al monastero di san Zeno. In centro sta la chiesetta
romanica di Erbedello. Il tempietto, in cotto e ciottolo, è stato
recentemente restaurato; le sue pareti sono decorate da pregevoli
affreschi del Quattrocento (1435), probabilmente di Giovanni,
Badile.
Pontepossero conserva nella chiesa una Maria e Santi di Domenico
Brusasorzi, e un battistero a pianta ottagonale del XV secolo.
Il battistero a coppa della chiesa di Sorgà risale invece al Cinquecento.
Poco lontano, mostra la sua quadrata sagoma il Palasson del diaolo,
una caratteristica costruzione densa di leggende, ora utilizzata
per scopi socialmente utili.
A Bonferraro, infine, di un'antica chiesa gotica resiste soltanto
un fregio in cotto (secolo XV) e una nicchia con qualche affresco. |
Ringraziamo
EDIZIONI LA LIBRERIA DI DEMETRA dal cui libro: IL RISOTTO abbiamo potuto
cogliere tante precise descrizioni
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